Ricordando Gianni Versace

di Jeka JK

28 Maggio 2014

Per questa Happy Pills ho l’onore di parlarvi di una persona che ha segnato la storia della moda e del nostro Paese: Gianni Versace, stilista e imprenditore italiano nonché fondatore e ideatore del mio brand preferito in assoluto.

Nasce il 2 dicembre 1946 a Reggio Calabria, secondo di tre fratelli. Da subito circondato dal mondo del design e della moda, termina il liceo e raggiunge la madre in atelier, dove inizia a lavorare come disegnatore e sarto.

Reggio è il regno dove è cominciata la favola della mia vita: la sartoria di mia madre, la boutique d’Alta Moda. Il luogo dove, da piccolo, cominciai ad apprezzare l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, dove ho cominciato a respirare l’arte della Magna Grecia.”

Nel 1972 il venticinquenne si trasferisce a Milano dove inizia a lavorare come disegnatore progettista freelance per diverse etichette italiane. Visto l’immediato successo, il fratello Santo, laureato in economia e commercio, lo raggiunge e insieme decidono di fondare la maison. Gianni è direttore creativo e Santo è a capo del settore amministrativo e finanziario. La sorella minore Donatella, allora apprendista nonché sua musa ispiratrice, entra in azienda solo dopo 12 anni, in occasione della nascita della linea Young di Versace, Versus, ideata su misura per lei. La sua “Gianni Versace” viene trasformata in un’azienda completamente a conduzione familiare.

Nel 1978 Gianni si mette in proprio aprendo il primo negozio in via della Spiga. Presenta la prima collezione donna firmata a suo nome a palazzo della Permanente e da qui inizia la sua scalata al successo. Nasce il marchio Versace Signature (1991) e successivamente Versace Home Collection (1993). La medusa, una donna che è vietato guardare se non si vuole essere trasformati in una pietra, è da subito il suo simbolo in quanto esprime al meglio il senso di attesa e di sfida davanti al proibito che lo accompagna tutta la vita.

Inizia una carriera brillante che lo porta ad avere numerosi riconoscimenti, tra i più importanti il premio “L’Occhio d’Oro” come miglior stilista autunno-inverno 1982/83, il titolo di “Commendatore della Repubblica” conferitogli dall’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga nel 1986, e il premio Oscar della Moda americano nel 1993.

Gianni è innamorato dell’Arte, numerose anche le mostre organizzate in onore del suo stile, come quella “Arte e Moda” al Victoria & Alber Museum nel 1983. Sostiene i giovani stilisti tanto da condividere spesso la sua esperienza con loro. Nello stesso anno, in occasione della presentazione europea del profumo “Versace Homme”  viene organizzata una mostra con lavori di artisti internazionali legati al nome e allo stile di Versace, ma i suoi disegni sono esposti in diversi musei, tra cui il Museo di Chicago National Field, il Royal College of Art di Londra, Kobe City Museum in Giappone e Kunstgewerbemuseum in Germania.

Gianni rivoluziona il fashion system, “Massimalista negli anni del Minimalismo. Veste le signore come puttane e le puttane come signore” (Helmut Newton). E’ lo stilista perfetto per quegli anni, portavoce della moda esuberante e colorata: ama i colori, le stampe, i materiali inusuali, la pop art del suo amico Warhol, la fantasia, gli psichedelici, il barocco, il trash-chic, ma nelle sue creazioni punta sempre alla massima sensualità.

“Il mio desiderio è quello di dare scelta alle donne per far sì che esca la loro individualità, per provare a realizzare ciò che vogliono. E io penso che le donne vogliano sentirsi belle.”

Gianni è alla continua ricerca di sperimentazione. E’ il primo capace di abbinare tra loro materiali completamente opposti e inusuali come la pelle e la seta, o la pelle e il velluto, il metallo e la gomma. Unisce lo stile sportivo a quello classico. Coniuga la moda maschile a quella femminile.

“Mi piacciono i contrasti. La vita odierna è piena di contrasti.”

I primi anni ’80 sono quelli caratterizzati da decori neo-barocchi e dai ricami preziosi, ma anche da abiti futuristici interamente in maglia di metallo, mentre alla fine del decennio passa ad un look più aggressivo e punk rock.

I primi anni ’90 sono gli anni del “less is boring”. Boom assoluto di eccentricità e estremismo:  Gianni passa dal look piratesco a quello da cow girl, passando per le tappezzerie jacquard del 1700.

Dal 1993 al 1997 anni in cui si ammala gravemente e riesce a sconfiggere una particolare forma di tumore all’orecchio, Versace adotta uno stile più contenuto ma ancora improntato sulla massima sensualità. Inoltre, Gianni contribuisce all’evoluzione della moda maschile: la libera dai tabù e dalla seriosità degli abiti borghesi, disdegna i “cravattai”.

“La cravatta non distingue l’uomo per bene, perché la portano anche i mafiosi”.

Grazie alle sue campagne pubblicitarie ha un ruolo fondamentale nella creazione della figura della top model. Insieme a fotografi come Avedon super modelle super pagate come Naomi, Claudia, Linda, Cindy, Helena, diventano simboli del suo stile ed icone da imitare in tutto il mondo.

Gianni è Uno dei primi al mondo a fare coming out: “Devo dire che mi piaccio: sto bene dentro il mio sesso e dentro la mia testa”.

Collabora con star internazionali. Trasforma il look Lady Diana, facendola diventare un’icona di moda. Utilizza Madonna, fotografata da Steven Meisel e Mario Testino, come testimonial per tre campagne pubblicitarie. Riesce a far spendere 100 mila dollari in tovaglie di pizzo ad Elton Jonh con cui collabora per la sua fondazione di ricerca sull’AIDS. Fa diventare la sconosciuta Liz Hurley una vera diva vestendola con il famoso abito nero fatto di spille da balia.

La stupenda carriera di Gianni però si interrompe bruscamente. Sono le 8:45 del 15 luglio 1997, Donatella e Santo sono a Roma per preparare una sfilata mentre Gianni è a Miami a riposare con il compagno Antonio. La versione ufficialmente rilasciata è che Gianni esce a comprare i giornali e viene assassinato all’età di 50 anni dal serial killer da tempo ricercato Andrew Cunanan, trovato morto 8 giorni dopo l’assassinio.

Nel 2012, a quindici anni dall’omicidio, l’ex compagno dello stilista, Antonio D’Amico, dopo un lungo periodo di silenzio e depressione, svela particolari convinzioni e pubblica una lettera d’amore al suo Gianni: “It’s your song. Gianni Versace ed Antonio D’Amico”.

Non ho mai creduto alla tesi del mitomane che né io né Gianni avevamo mai visto, ha agito su indicazioni altrui. In più il caso è stato chiuso troppo in fretta, gli americani volevano togliersi la patata bollente e la famiglia ha accettato la loro versione. Fosse stato per me, sarei andato avanti. Ma io, per la legge, non ero nessuno”.

Convizioni d’altronde basate su vicende mai spiegate. Rimane dubbio il motivo per cui come a distanza di poche ore dall’uccisione di Versace e dal suicidio di Cunanan, la polizia statunitense chiuda il caso convincendo la famiglia a far cremare il corpo. Altre perplessità emergono in seguito a diverse dichiarazioni, come quella di Filippo Di Bella, pentito della ‘Ndrangheta che sostiene che lo stilista sia stato assassinato a causa dei suoi debiti con la mafia; o ancora quella di Chico Forti, produttore cinematografico che in un documentario sulla morte di Gianni solleva numerosi dubbi sull’assassinio (lo stesso Forti sarà poi arrestato in Florida nel 1998 con l’ accusa di omicidio di Dale Pike, dichiarandosi da sempre vittima di un errore giudiziario).

Probabilmente non sapremo mai il motivo per cui uno dei padri della moda italiana ci ha lasciati così precocemente e all’improvviso. Una cosa è certa: Gianni ha lasciato un vuoto incolmabile per la famiglia, per il compagno, per l’azienda, per la moda, per Milano e per l’Italia, ma ha lasciato anche un impero di 807 milioni di dollari costruito in soli 10 anni, ha lasciato un esempio di fantasia e creatività, ha lasciato una moda più libera e meno conformista.

Voglio concludere questo articolo con una frase che Gianni diceva spesso a suo fratello, perché son convinta che esprima con ironia la positività, la determinazione e la forza di quest’uomo:

“Non preoccuparti, continuerò a disegnare stracci”

Jeka Jk:

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