ESTATE 2015. OK, PARTO.

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Che sforzo scrivere di qualcosa che ancora fatico a capire. Ma mancano pochi giorni alla partenza e forse è il caso di fermarmi un secondo.

Ho passato gli ultimi due mesi tra consegne e scadenze per partire leggera, perché il mio primo Team è sempre quello dello Zainetto (leggi pure Libertà). Solo lo scorso 2 luglio sono riuscita a finire quello che avevo iniziato un paio di anni prima. Per pochi minuti, ho provato un senso di liberazione. E poi? E poi sono finita risucchiata nel vortice delle domande che affliggono TUTTI i ragazzi che conosco, quelle che si chiudono con una decisione perché non esistono pause dalla vita.

Esistono, però, delle pause a pancia in giù lunghe il tempo di un amaro e sigaretta. Veri momenti zen dove si diventa imperturbabili come quando si è sulla Passeggiata del Filosofo a Kyoto. Ci sei solo tu e ti è chiaro tutto, anche l’essere pronta ad intraprendere un nuovo viaggio.

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Non tutti sono predisposti al cambiamento, su questo spero di trovarvi d’accordo. I più hanno bisogno di abitudini, appuntamenti, punti di riferimento, compagnia. E non c’entra niente con la noia, perché anche una vita spericolata può essere tremendamente dominata dalle abitudini.

Poi ci sono quelli come me (anche l’esclusiva non appartiene a questo mondo) che cercano un modo per stare in equilibrio sulla vita, che “stanno lì a guardare il mondo senza lamentarsi per come funziona, ma restando in silenzio. Un silenzio che molti traducono come rassegnazione ma solo chi ha la possibilità di conoscerci davvero sa che è il sottofondo scelto per mettere le cose come più ci piace”, come mi scrisse la mia amica Giulia, poco tempo fa.

Noi amiamo la compagnia, ma viviamo serenamente la solitudine. Ci alziamo sperando di cambiare il peso del male comune con la consapevolezza che l’Italia è e sarà il più ignavo degli uomini sciasciani e quindi no, non cambieremo mai nulla.

Noi portiamo avanti la nostra piccola rivoluzione, perché è l’unica cosa in cui possiamo ancora credere. E non mi stancherò mai di dire che la più bella rivoluzione è quella culturale, fatta con le parole perché le parole sono armi indistruttibili .

Allora “perché parti?” . Mah… io potrei rispondervi e tu perché resti? Sostanzialmente, per due motivi. Parto perché pause non esistono, ma quando hai bisogno di decidere sulla tua vita è fondamentale fermarsi. Quindi, quale soluzione migliore? Viaggiare, scoprire, arricchirsi, conoscere e valutare la propria vita con nuovi strumenti e prospettive.

roma

Parto perché amo il mio Paese, ma non lo sopporto più. E no, tranquilli, non finirò con l’ elenco delle cose che non vanno, perché le conosciamo tutti e la lista dei luoghi comuni è solo un palliativo.

Parto perché l’Italia è il trionfo dei silenzi e delle attese e se c’è qualcosa che il Cinema mi ha insegnato è l’essere protagonista della mia vita. L’alternativa è ridursi a spettatori e comparse, quindi, ridursi ad una vita passiva.

Allora E che vai a fare? Ma guarda… io le cose sono abituate a farle, non a dirle. E non perché abbia problemi a dirle (sì, ci sono anche persone con la paura di rivelare dettagli sulla loro esistenza per l’incombente malocchio. Anche meno ragazzi, ché siamo nel 2015). Quello che sarà, si vedrà. Come sempre.

Io vado, ma torno. Per ora. Tu, Italia, resisti che la rivoluzione sta arrivando. Non so quanto ci vorrà, ma non ti lasciamo sola.

Milk

Ps. Senza musica (e film) non si parte, non si scrive, non si fa niente delle attività che più ci piacciono. Per questo trovate sotto la mia piccola playlist da viaggio Milky way.