Intervista a CIMA — Tra passione, gioco e community

Ci sono incontri che assomigliano ai film di Paolo Sorrentino: ti portano dentro mondi che non sono i tuoi, passioni che non pratichi. Eppure resti lì, rapita, perché in quella distanza riconosci qualcosa di profondamente umano. La bellezza di chi coltiva un fuoco, di chi ha scelto una strada e continua a percorrerla con ostinazione e ironia. Ed è in quel riconoscimento che ricordiamo cosa ci tiene davvero vivi.
La curiosità verso l’altro è un atto raro e necessario: ascoltare storie lontane dalle nostre, lasciarci contaminare da passioni che non ci appartengono, senza il bisogno di capirle fino in fondo. Basta sentire che sono vere.
Questa intervista nasce anche da un’amicizia che dura da vent’anni, quella tra mio marito e Mario Cimarelli, in arte Cima. Un legame che attraversa il tempo, resiste ai cambiamenti, si adatta senza spezzarsi. Quando riconosci una vera amicizia, inevitabilmente tornano alla mente i classici della letteratura greca: rapporti fondati sulla lealtà, sulla scelta reciproca, su una fiducia che non ha bisogno di spiegazioni. Un’amicizia che non fa rumore, ma resta.
E forse è proprio questo il cuore di tutto: le passioni, le storie, i legami che durano. Quelle forme di grazia silenziosa che, come nelle opere più belle, non chiedono di essere raccontate in modo spettacolare. Basta saperle guardare. Buona lettura!

C’è chi gioca per svago, e chi trasforma quel mondo digitale in una vera forma d’espressione. Oggi su Isa Milk incontriamo Cima – sui social Cima89 – creator e gamer che ha costruito intorno a sé una community fatta di energia, ironia e tanta passione per i videogame. Scopriamo insieme il suo percorso, le sfide e cosa significa vivere ogni giorno di creatività… con un joystick in mano.

1. Come nasce “Cima89”?  Raccontaci un po’ di te: chi sei, da dove vieni e com’è nata la tua passione per il mondo gaming e la creazione di contenuti?

Ciao Isa! Sono Mario Cimarelli, vengo da Roma, ma da sempre gli amici mi chiamano Cima. Sono un appassionato di motori da sempre… probabilmente da prima ancora di nascere! Col tempo però mi sono scontrato con la dura realtà: il motorsport costa, e certe cifre sono davvero fuori portata. Così mi sono avvicinato pian piano al simracing: prima un volante Logitech G27, poi un secondo, poi un terzo… poi la postazione, la pedaliera idraulica… A pensarci bene, forse il motorsport non è poi così costoso! Ahah

2.Dal primo joypad alla prima live. Ti ricordi il tuo primo videogioco?

Il mio primo videogioco è stato Super Mario su Game Boy, ma il primo videogioco che mi ha completamente rapito è stato Gran Turismo 1 su PlayStation.

E quando hai capito che quella passione poteva diventare qualcosa di più — una vera avventura da condividere con gli altri?

Per quanto riguarda il discorso streaming il tutto nasce molto più tardi, giocavo a Cod con gli amici, ci divertivamo come pazzi e mi sono detto “ma vuoi vedere che streammando queste cose viene fuori qualcosa di simpatico?” e quindi ho aperto il canale che prima si chiamava “Scemodeguerra89”, un nick che spiega tanto!

3.Oggi sei attivo su diverse piattaforme, da Twitch a Instagram. Qual è il tuo “marchio di fabbrica”, il tratto che ti distingue dagli altri creator?

La passione per l’automobile, in ogni sua forma — dalla familiare alla sportiva — ce l’ho da sempre. Studio e mi informo da quando ero troppo piccolo persino per leggere! Da bambino sfogliavo i giornali di papà, mi perdevo tra le immagini di quelle auto che sognavo… e che, grazie a lui, ho anche avuto la fortuna di guidare almeno in parte.
Ancora oggi mi piace prendere un giornale e sognare, anche se ormai c’è sempre meno spazio per i sogni: 30 pagine sull’elettrico, 15 sulle leggi anti-inquinamento, altre 15 sugli eco-incentivi… e per il resto è tutto listino!

E come descriveresti il tuo rapporto con la community che ti segue?

La mia community è lo specchio della mia persona: sanno quando si può scherzare (anche pesantemente) e quando invece bisogna essere seri. Si autogestiscono, ed è una cosa bellissima.
Devo ringraziarli perché, anche nei momenti un po’ più duri della vita reale, riescono sempre a farmi compagnia e a farmi stare meglio. Non avrei mai pensato potessero diventare così importanti per me: con alcuni ho un rapporto speciale e ci sentiamo su WhatsApp praticamente tutto il giorno!

4. Come nascono i tuoi contenuti? Ti lasci ispirare dal momento o segui una tua routine creativa?

I miei contenuti nascono da una domanda semplice: “Cosa mi piacerebbe vedere oggi?” Tutto qui. Mi siedo e vado in live! E su YouTube funziona allo stesso modo: accendo le luci… e registro. Amo fare confronti, e infatti il mio video più visto è proprio il confronto tra tutti i simulatori: da poco ha superato le 17.000 visualizzazioni!

5.Fare il creator oggi non è semplice: tra algoritmi, costanza e nuove tendenze. Qual è la sfida più grande che hai affrontato finora?

Fare il creator restando schiavo delle metriche, secondo me, non funziona: bisogna creare, inventare, avere qualcosa di proprio.
Certo, puoi anche seguire un trend… ma se vuoi davvero diventare qualcuno, prima o poi quel trend devi crearlo tu. Non puoi vivere per sempre cavalcando l’onda degli altri.
La sfida più grande è stata ed è farsi notare senza aiuti. Purtroppo YouTube Italia ha numeri enormi, mentre la nostra è una nicchia davvero piccola
.

Nel simracing, per dire, con 20.000 iscritti sei già praticamente nella Top 5 dei creator. Eppure molti si fanno la guerra per strappare qualche visual, senza capire che “il grosso” è fuori dal mondo simracing.
Noi dovremmo fare l’opposto: far conoscere questo hobby fantastico, non combatterci tra “poveri”.
Dobbiamo far scoprire il simracing a chi ancora non sa nemmeno di averne bisogno!

• E come riesci a mantenere la motivazione nei momenti di stallo o quando l’ispirazione sembra mancare?

I momenti di stallo non li ho mai avuti quindi non so dirti come li affronterei ma… So sicuramente dirti cosa non farei, non copierei mai un altro creator!

6.Il gaming, per molti, è solo intrattenimento. Ma spesso è anche comunità, rifugio, confronto.
Cosa ti ha insegnato questa esperienza su te stesso e sulle persone che ti seguono?

Mi ha insegnato che quello che ieri era il baretto sotto casa, oggi può essere una community. Nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma.
Molti danno la colpa ai videogiochi per la scomparsa dei punti di ritrovo tra i giovani, senza considerare che anche i “non videogiocatori” non è che si incontrino automaticamente al bar sotto casa. Semplicemente usano altri strumenti per restare in contatto.
Ieri c’era il biliardo. Oggi c’è un PC da gaming. Cambiano i luoghi, non il bisogno di stare insieme.

7. Hai un sogno nel cassetto — una collaborazione, un evento o un progetto — che ti piacerebbe realizzare?

Il mio sogno nel cassetto è aprire un centro simulazioni, per far avvicinare quante più persone possibili a questo mondo.
Ma soprattutto per spiegare ai ragazzi una cosa fondamentale: quello che hanno tra le mani è, allo stesso tempo, il mezzo più divertente e il mezzo più pericoloso che esista (moto a parte).
Vedo spesso in strada manovre che, solo per pura fortuna, non finiscono in tragedia. La patente ti insegna le regole della strada… ma la fisica di un’auto è tutt’altra storia.

8. C’è qualcosa che i tuoi follower ancora non sanno di te e che ti va di condividere con noi? (Può essere una passione, un’abitudine o un sogno non legato al gaming.)

Guido una Tesla e ne vado orgoglioso: secondo me è la migliore auto “da famiglia” che si possa desiderare, soprattutto se hai la possibilità di ricaricarla a casa.
E sì… per lavoro ne ho anche altre tre! Ok, ora che l’ho detto mi sento più leggero.
Detto questo, sull’elettrico nelle auto sportive proprio non ci riesco: è come mettere il gel in testa a un pelato!

9. Le domande “alla tempia”
• Un ristorante: La Villetta

• Una colazione: Latte e biscotti

• Una città: Roma

• Una pizza: Margherita

• Una sbronza con: Silvio Berlusconi

• Un lento: Questo piccolo grande amore

• Luna di miele: Aspen

• Un viaggio con: Il mio miglior amico (in aereo)

• Un concerto: Battisti (per questo non vado ai concerti)

• Un cinema con: Pina

• Un film: 2 Fast 2 Furious

• Un libro: La via del fallimento per arrivare al successo

• Un gioco: Pokemon Blu

10. E infine: quando non gioca o crea contenuti, cosa fa Mario per essere felice?

Ho Pina, la mia compagna, Rambo, il nostro cane, la Famiglia e il lavoro che occupano tutto il tempo che resta della mia giornata! ❤️ Diciamo che non mi annoio mai!

Con la spontaneità che lo contraddistingue, Mario Cimarelli – Cima89 ci ricorda che dietro ogni controller c’è sempre una persona, un’idea e tanta voglia di condividere.
Una chiacchierata che parla di autenticità, sogni e connessioni vere — proprio come piace a noi di Isa Milk Blog.