TIFF19 | JUST MERCY – IL DIRITTO DI OPPORSI – La Recensione

Tra i film più acclamati dal pubblico nordamericano durante l’ultima edizione del Toronto International Film Festival, troviamo Just Mercy (in Italia ‘Il diritto di opporsi‘, uscita 30 Gennaio 2020 per Warner Bros Italia) sceneggiato e diretto da Daniel Cretton (The glass castle) e tratto dall’omonimo libro scritto dall’avvocato ed attivista per i diritti sociali Bryan Stevenson.

Just Mercy è il nuovo legal drama ispirato ad una terribile storia vera che, come tutti i film e documentari del genere, scopre le debolezze del sistema giudiziario americano. Il film racconta le vicende di Walter McMillan (Jamie Foxx) in galera in attesa dell’esecuzione della condanna a morte e del suo giovane avvocato Bryan Stevenson (Michael B. Jordan) che si batte per ottenere giustizia.

Bryan è un neolaureato di Harvard che ha scelto di impiegare la sua professione per lottare contro le ingiustizie, decidendo di rinunciare a diverse cause remunerative, pur di seguire questa nobile vocazione. Bryan è deciso a difendere tutti coloro che sono stati accusati ingiustamente. Per questo si reca ad Alabama, dove lavora fianco a fianco con la collega locale Eva Ansley (Brie Larson) e, diversi anni dopo, fonderà l’organizzazione no-profit Equal Justice Initiative.
Il primo caso che il giovane avvocato deve affrontare è un omicidio: una diciottenne è stata uccisa e l’unico sospettato è un uomo afro americano, Walter McMillian, accusato ingiustamente. Walter rischia la morte e il motivo è probabilmente legato più al colore della sua pelle che ad un reale coinvolgimento nell’omicidio.

Il giovane Bryan cercherà di scagionare l’uomo innocente, nonostante l’opposizione del sistema ed un atteggiamento razzista sempre più evidente.
Infatti, il signor MacMillan era stato condannato a morte sulla base di testimonianze ottenute con la violenza da parte della polizia. L’avvocato Stevenson non ha mai dubitato dell’innocenza del suo assistito e decide di difenderlo, nonostante lo stesso MacMillan, già nel braccio della morte e in attesa dell’esecuzione della sentenza, abbia perso ogni speranza.

I punti di forza di questo film sono principalmente tre. Quindi, con ordine, inizierei con un doveroso elogio alle performance di Michael B. Jordan e Jamie Foxx – non si escludono nomination ai prossimi Oscar – che hanno letteralmente commosso il pubblico durante la proiezione. E quando scrivo ‘commosso‘, intendo dire che ho visto file intere piangere a singhiozzi sui titoli di coda.

Il secondo motivo della riuscita di questo film è l’attualità. Parlare delle falle del sistema giudiziario o di racial profiling è sempre una scelta vincente perché mai fuori luogo o anacronistico. Avremo sempre bisogno di queste storie come reminder dei nostri diritti e delle nostre personali battaglie sociali ed individuali. Non a caso, in America, hanno avuto un grande successo tv show e film come When they see us o Queen & Slim.

Ultimo ma non ultimo, il legal drama è davvero un affare tutto americano. Questo genere sta al cinema americano come New York sta al movie industry. E non ne avremo mai abbastanza.
L’unica debolezza è, purtroppo, non aver sfruttato al meglio il potenziale di questa vicenda e le doti del cast che avrebbero tranquillamente potuto trasformare il film in un vero e proprio cult. Intendo dire che Just Mercy si culla dei suoi punti di forza e adotta una tono troppo semplice, a tratti scontato. Un masterpiece in potenza che si accontenta di essere un film discreto.

Consigliato. Al cinema dal 30 Gennaio 2020.

Lascia un commento