10. MICHAEL, L’UOMO ARTISTA

peteDoherty

Dedicato a tutte le mie più care amiche. 

di Stefy Blood & Isa Milk

Care amiche,

siamo oggi riunite per celebrare la categoria – azzarderei – più interessante che il buon dio ci ha messo davanti. Sì, proprio lui…l’UOMO ARTISTA.

Vorrei iniziare subito questo racconto con una precisazione. La categoria in questione non è Unitaria, ma composta da tante piccole sottocategorie.

– Ciao che fai nella vita?

– Arte. Sono un artista.

– Capisco…

(Diapositiva Maria)

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Nel 2015 tutti fotografi, dj, blogger. modelli. Tutti Artisti 2.0. Un tripudio di egocentrici con la smania di spettacolarizzare la propria esistenza via social, senza preoccuparsi realmente di creare Arte.

Con le professioni 2.0 è tutto più facile (mi ci metto dentro pure io, badate bene) e l’Artista 2.0 lo sa. Lui gode della rete, la sfrutta a suo vantaggio, ci tagga in tutti i suoi eventi come se ce ne fregasse davvero qualcosa. Ci posta i suoi video autoprodotti e caricati sul canale Youtube, perché pensa realmente che la nostra depressione – in potenza – non sia abbastanza. Un Io ipertrofico in grado di fagocitare tutto quello che c’è intorno senza rimpianti.

Ora, come spiegavo in partenza, non sono tutti Artisti. Ok, alcuni di loro avranno sensibilità e saranno in grado di scattare due foto con una reflex con la convinzione di essere il nuovo Cartier Bresson, ma non è così. L’Arte è una cosa seria, buon dio e non c’entra nulla con questa gente o con le dinamiche da sistema. L’Arte supera tutto questo, si eleva e non ha pretese. Ti entra dentro, ti scuote, ti lascia alla ricerca del Bello. Ma questa è un’altra storia, storia che il nostro uomo Artista non sa.

Come cercavamo di spiegare, esistono diverse sottospecie:

1. C’è l’Artista che bazzica nel Cinema, un vero intenditore che dei film non conosce solo la trama, ma tutto quello che è dietro la cinepresa. Critico, scenografo, regista o uno scontato attore. O semplicemente aspirante di tutto questo. E’ un soggetto tenebroso, inquieto ma dal sorriso spietato. Uno di quelli che sa perfettamente di piacere e cerca di conquistarti a poco a poco per servirti una morte lenta e dolorosa. (Leggi anche “Ti molla la sera dopo il vostro primo amplesso”).

2. Il Musicista, cresciuto con l’idea che la chitarra tira più di un carro di buoi e quindi strimpella un paio di note ed è subito: “oh mare nero oh mare nero o mare ne” al falò sulla spiaggia. Poi arriva il momento de La Svolta, necessaria per non deludere il suo pubblico e te, o tenera amica.

Niente raga, voglio aggiungere solo che scrive dei testi che neanche io in III elementare e la chitarra…Ricordate che copulerà con la stessa naturalezza con cui suona. Quindi, un laconico NO.

3. Poi c’è l’immenso Picasso dei poveri, il quasi quarantenne che vuole vivere di Arte e cerca di convincerti che sei la sua Musa. Lo stesso che ti porta a cena fuori, ma solo se ha trovato una vantaggiosa offerta su Groupon.

Sì, true story. Un minuto di silenzio.

4. Il Poeta Maledetto. Lui punta sull’effetto della Sacra Parola, una sorta di Bonolis e Fiorello messi insieme. Reading sul prato, poesie inviate su Facebook per una previa approvazione pre-pubblicazione (likate solo da vogliose donne di casa) e gite nei musei alla ricerca di nuove parole, parole nuove come continuerà a ripeterti.

Con la scusa dell’ispirazione, vive di erba H24 e crede nell’amore platonico dall’età di 13 anni, ma non ha mai letto Il Simposio. Così per dire.

Vi sarete accorte che finora non ho dato un nome a questa categoria, perché sintesi di diverse sottocategorie. Ad ogni modo, prima di giungere all’ultima che ho particolarmente a cuore, ho deciso di svelarvi l’identità: Michael. Il nostro Uomo Artista si chiama Michael.

Ognuna di noi ha incontrato uno o più uomini Artisti. Alcune, purtroppo, continueranno ad esserne attratte a vita, perché Artista una volta Artista per sempre.

Michael è il mio Uomo Artista più recente. Michael, però, non rientra in nessuna delle sottocategorie succitate. Michael, infatti, va di diritto nella V e ultima classe, quella dell’ Artista Indefinito. No, non potete ridere perché esistono davvero degli uomini così.

Cena prenatalizia. Michael era l’accompagnatore di una tizia, chiamata affettuosamente da tutti “pedalò”. Michael era oggettivamente bello come io oggettivamente single. Per farvela breve, diverse battute e giochi di sguardi e ci siamo scambiati i numeri prima di andar via. Sono seguite poche serate canoniche, perché Michael il Bello non andava sprecato. Forse uno dei pochi belli ancora eterosessuali. La mia era una crociata di solidarietà.

I problemi, però, si sono manifestati subito. Michael il Bello era realmente un artista indefinito, che non occupava o investiva il suo tempo in altro. Michael viveva della sua bellezza riflessa, ma soprattutto mi opprimeva con le sue paranoie. Michael era depresso, ma depresso andante. Un artista dentro senza doti artistiche ma con tante pretese di collocarsi sul mercato. Un inetto che pretendeva da tutti vicinanza e comprensione.

Insomma, Michael come tutti gli artisti belli e indefiniti era un CLASSICO CASO UMANO.

Donne, amiche e conoscenti, mi rivolgo a voi. Prima di qualsiasi approfondimento personale, mollate. Mollate subito. Ok, avete scambiato i numeri e non è da voi piantarlo prima di una piccola ed innocente limonata.

Non fa nulla, non serve. Ricordate sempre che anche quest’anno nella lista dei buoni propositi c’è scritto a caratteri cubitali:

2015 NO BENEFICENZA!